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Nell’ultimo decennio si è verificato un risveglio d’interesse per l’opera di Giorgio Sorel, sia in Francia che, soprattutto, in Italia, Paese nel quale egli ebbe maggiore fortuna e popolarità che nella sua patria d’origine. Lo seguirono con ammirazione i principali teorici e organizzatori del sindacalismo rivoluzionario, ma si interessarono a lui anche noti esponenti dell’area liberale, come Benedetto Croce, Vilfredo Pareto, Mario Missiroli e Luigi Salvatorelli. Si richiamò al suo pensiero Benito Mussolini, ma non gli mancarono le attenzioni di personaggi della sinistra come Antonio Gramsci, Piero Gobetti e Carlo Rosselli. Nel presente volume l’autore, tra i maggiori studiosi del pensatore francese, raccoglie dieci saggi sui principali aspetti del suo pensiero: dal marxismo alla teoria della violenza, dalla concezione della religione alla polemica contro gli intellettuali e alla sua fortuna italiana.
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