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Raffaele Federici
Un anno dopo. Racconti e storie per Igea
Isbn: 9788860749970
Pagine: 104
Anno di pubblicazione: 2018
Collana: Raccontare l'Umbria. Narrazioni dai territori
Un anno dopo. Racconti e storie per Igea raccoglie alcuni brevi saggi scritti a partire dal mese di febbraio del 2017, in parte pubblicati ne “Il Banditore di Amelia”, e idealmente, intende essere un racconto intimo, non lineare, per Igea. È proprio il mese di febbraio del 2017 lo snodo: l’ultimo breve saggio scritto dall’Autrice, lasciato in quel vecchio tavolo da cucina coperto da un panno nella camera buia di via della Repubblica. Sono piccole storie e piccoli racconti che si configurano a metà strada fra una letteratura fatta di sillabe sussurrate e una saggistica scientifica divulgativa, personale e collettiva allo stesso tempo: è personale e intima perché, nell’assenza, cerca il contatto con il genitore, anzi con i genitori, che non ci sono più, è collettiva perché avvolge, come se fosse Igea, Amelia, l’Umbria meridionale, la città e le sue genti.
Informazioni sull'autore
Raffaele Federici è docente in Sociologia dei Processi Culturali e della Comunicazione presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia; è scientific advisor presso la Turkish Military Academy di Ankara per il “Journal of Defence Sciences”; è membro del Centre Interdisciplinaire d’Analyse des Processus Humains et Sociaux e del LIRIS, Laboratoire Interdisciplinaire de Recherche en Innovations Sociètales dell’Università di Rennes – Alta Bretagna. È membro del Centro per la Ricerca sulla Sicurezza Umana dell’Università degli Studi di Perugia. È docente di Sociologia dell’arte presso l’Accademia delle Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia. È impegnato in progetti umanitari e di ricerca nella difesa dei diritti delle donne e dei minori in Italia e in alcune aree del Medio Oriente e dell’Africa sub-sahariana. Fra le sue opere più recenti: Le disuguaglianze nella pianificazione urbana (con M. Dobosz) (Milano, 2018), Cultura e sindrome e del costruito. Spazi pubblici e luoghi di lavoro fra salute e società (con M. Dobosz) (Milano-Udine, 2016), Etica, società del rischio, complessità dei sistemi: una lettura della responsabilità sociale di impresa (Milano, 2017) Michels e Parigi. L’esperienza della città (Perugia, 2013), Sociologie del segreto (Milano-Udine, 2013). Studioso del pensiero paretiano, orteghiano e michelsiano ha tradotto dal tedesco in italiano alcune opere di Robert Michels.
Un anno dopo. Racconti e storie per Igea
Isbn: 9788860749970
Pagine: 104
Anno di pubblicazione: 2018
Collana: Raccontare l'Umbria. Narrazioni dai territori
€ 12,00
Un anno dopo. Racconti e storie per Igea raccoglie alcuni brevi saggi scritti a partire dal mese di febbraio del 2017, in parte pubblicati ne “Il Banditore di Amelia”, e idealmente, intende essere un racconto intimo, non lineare, per Igea. È proprio il mese di febbraio del 2017 lo snodo: l’ultimo breve saggio scritto dall’Autrice, lasciato in quel vecchio tavolo da cucina coperto da un panno nella camera buia di via della Repubblica. Sono piccole storie e piccoli racconti che si configurano a metà strada fra una letteratura fatta di sillabe sussurrate e una saggistica scientifica divulgativa, personale e collettiva allo stesso tempo: è personale e intima perché, nell’assenza, cerca il contatto con il genitore, anzi con i genitori, che non ci sono più, è collettiva perché avvolge, come se fosse Igea, Amelia, l’Umbria meridionale, la città e le sue genti.
Igea Frezza Federici, autrice di numerosi interventi e articoli su giornali locali e nazionali, è stata impegnata per anni sul versante della conservazione della memoria e delle tradizioni di Amelia, curatrice del «Nuovo Almanacco» della città, per i tipi Morlacchi di Perugia ha pubblicato Amelia. L’uomo e il paesaggio (2005); Pagine dall’Umbria (2009); Gente d’Umbria: uomini d’arme e di penna (2011); Immaginario amerino (2015) e ha curato, insieme a Fiorella Soldà e Maria Caterina Federici, La ballata del si dice (2007), Semantica dell’Umbria (2010) e Se la tradizione orale lascia un segno... (2015). Ha collaborato al «Messaggero» e al «Giornale dell’Umbria». È stata attiva nel volontariato di promozione sociale e culturale.
Informazioni sull'autore
Raffaele Federici è docente in Sociologia dei Processi Culturali e della Comunicazione presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia; è scientific advisor presso la Turkish Military Academy di Ankara per il “Journal of Defence Sciences”; è membro del Centre Interdisciplinaire d’Analyse des Processus Humains et Sociaux e del LIRIS, Laboratoire Interdisciplinaire de Recherche en Innovations Sociètales dell’Università di Rennes – Alta Bretagna. È membro del Centro per la Ricerca sulla Sicurezza Umana dell’Università degli Studi di Perugia. È docente di Sociologia dell’arte presso l’Accademia delle Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia. È impegnato in progetti umanitari e di ricerca nella difesa dei diritti delle donne e dei minori in Italia e in alcune aree del Medio Oriente e dell’Africa sub-sahariana. Fra le sue opere più recenti: Le disuguaglianze nella pianificazione urbana (con M. Dobosz) (Milano, 2018), Cultura e sindrome e del costruito. Spazi pubblici e luoghi di lavoro fra salute e società (con M. Dobosz) (Milano-Udine, 2016), Etica, società del rischio, complessità dei sistemi: una lettura della responsabilità sociale di impresa (Milano, 2017) Michels e Parigi. L’esperienza della città (Perugia, 2013), Sociologie del segreto (Milano-Udine, 2013). Studioso del pensiero paretiano, orteghiano e michelsiano ha tradotto dal tedesco in italiano alcune opere di Robert Michels.
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