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PINO JODICE DIRIGE GLI ALLIEVI DEL CONSERVATORIO DI MILANO AL TERMINE DELLA PRESENTAZIONE DEL SUO VOLUME "COMPOSIZIONE, ARRANGIAMENTO E ORCHESTRAZIONE JAZZ".
ECCO UN ASSAGGIO:

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PINO JODICE AL FIM 2017
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Pescatori del Trasimeno: le immagini
CD audio con letture di Leandro Corbucci...Pubblicato....

CD audio con letture di Leandro Corbucci
Umberto Alunni Breccolenti
L profaqle de Esopo e Fedro
 


Con illustrazioni dell'autore


Isbn: 9788860748775
Pagine: 296
Anno di pubblicazione: 2017
Collana: L'Officina del Dialetto-Poesie e prose

€ 15,00

Umberto Alunni Breccolenti ha compiuto un’operazione che va oltre il semplice trasbordo, il trans-ducere del “tradurre”, ma ci porta “oltre”, calando la parola e il pensiero degli antichi nei tratti essenziali del mondo contadino e artigiano della rustica gente paesana: col suo sapido umorismo, la sua ironica e intelligente visione del mondo. Con qualche indulgenza verso l’utile furbizia, esaltata dalla condanna dei babbei. Come documenta il detto, riferito ai tempi dell’uso del chinino come rimedio contro la malaria: p’i malati c’è la china… ma p’i cojoni n c’è meddecina!

Chi s n’arfà d sé stesso, ma è solo n fanfarone, d solito armèn pentito e svergognèto. L corvo eva freghèt, da na finestra, n pezz d formaggio, pu era volèt via sopra na rèma d n’albro e tutto ngufèto steva per ncuminciè a magnallo. Nton quill mentre passò na golpe che, acortse subto, del corvo ncol formaggio, l chiamò e ncuminciò a faj la vernia: “Avo’!… quant ènn lucide l tu penne!… che portament da gentilòmo che tu c’è! E che mus tamanto ch’è l tuo!… Cert si tu c’esse anco na bella voc da canterino, sariste l’ucèll più gajardo d tutte e nissun saria mej d te!” Alora, quill locco, ch sn’arfaceva pegg de n pavone, voll fè sentì com cantèva e aprì la bocca, ma l formaggio ch tneva n mezz al becco, je cadd d sotta e la golpe, che nn’aspettèva altro, ncon salto chiappò l formaggio, quattro mosche e l magnò. Quann che l corvo ebb capito la cojonèta ch’eva fatto, sbatté la testa ta la ramaccia pensand quant èra stèto mbecille. 

Co sta storiella s vol fè capì quant val di più la ntelligenza e la furbizzia a pressa dla forza.

Informazioni sull'autore
L’architetto col “vizio” della scrittura nella lingua perugina dei Ponti: dalle gustose spigolature dei personaggi di paese, fino alla dimensione drammaturgica di più vasto respiro.
Tante e avvolgenti le passioni che spaziano tra sport e cultura, musica e attiva socialità. Il Nostro è un motivato cicloturista: una predilezione che contribuisce a mantenerlo straordinariamente giovane. Poi la presidenza della prestigiosa co-rale di Pontevalleceppi: un impegno in bilico tra cultura e spirito di campanile. Quindi la creazione di coltelleria da collezione: materiali preziosi, in termini di efficienza e design, realizzati con la collaborazione del maestro Livi.
E poi l’interlocuzione – amichevole e costante – coi suoi compaesani: una miniera di battute e di arguzia, per fare il pieno di un umorismo sornione, eccezionalmente efficace, sciorinato dalla mente e dalla bocca di persone semplici, ma di spirito aguzzo e battuta pronta.
Questo e molto altro sgorga, come acqua di sorgente, dalla pagina di Umberto: scrittore cui l’Accademia del Dónca e l’editore Morlacchi offrono un convinto viatico. Un autore del quale sentiremo a lungo parlare.

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