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Stella Fiorentino
Borges. Artefice di labirinti
 


Isbn: 9788860748607
Pagine: 254
Anno di pubblicazione: 2017
Collana: Saggi di critica letteraria

€ 16,50

L’opera di Borges non nasce da un’intenzione filosofica o religiosa, ma dalla fede nel potere della parola, capace di costruire mondi possibili che, per quanto assurdi, esprimono le proprie regole di coerenza e si sostituiscono al mondo reale, nel tentativo di raggiungere la conoscenza, dove la ragione fallisce.
Stella Fiorentino analizza l’opera borgesiana riconducendo le metafore e i nuclei di significato ricorrenti, al concetto che tutto ciò che lo scrittore pensa, percepisce, legge, si trasforma in finzione: principi filosofici, dogmi teologici, storie, uomini, cose, citazioni vere o apocrife, libri reali o immaginari.
Muovendo da tali considerazioni, la finzione, proposta come unica possibilità di svelare verità nascoste della cui esistenza non è possibile dubitare, e alle quali altrimenti non avremmo accesso, non si presenta come un artificio diametralmente opposto alla realtà, neanche quando si fa ricorso a simulacri, occultamenti o rivelazioni che trasgrediscono i limiti del reale. Ecco allora che il labirinto nato per confondere l’uomo con i suoi vertiginosi incastri e biforcazioni, connotato dalla dispersione e dal caos, dalla centralità e dal rigore, rimanda ad uno spazio sacro di ricerca del significato dell’universo e del rapporto dell’uomo con la realtà. 
In questa prospettiva i sofisticati labirinti borgesiani sono la parodia di un mondo senza senso dal quale è impossibile fuggire, se non attraverso la scrittura che riattualizza il potere creativo della parola. E se il mondo, come il labirinto, è una inquietante costruzione, l’ordine creato dalla finzione nel momento in cui ripete l’universo, può produrre versioni, inversioni e perversioni che permettono di sistematizzare la realtà e cercare l’irraggiungibile centro.

Informazioni sull'autore
STELLA FIORENTINO, laureata in Lettere presso la Universidad Nacional del Sur di Bahía Blanca, ha insegnato e partecipato ad un progetto di riforma universitaria. Dovendosi allontanare dall’Argentina nei difficili anni della dittatura, si è trasferita prima in Perù e poi in Italia, dove dopo essersi laureata in Lettere con indirizzo storico-artistico, ha lavorato come lettrice di spagnolo all’Università degli Studi di Perugia fino alla pensione. Collabora da decenni con un’organizzazione impegnata nel sociale. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca su argomenti interculturali e pubblicato testi su temi linguistici e letterari in riviste specializzate.

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